IRASENNA

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Acquedotti antichi

Dopo tanti secoli nell’anno 1878 rividero la luce gli antichi acquedotti di Caere per cura del municipio di Cerveteri, i quali furono scoperti nella valle del Manganello, sotto l’argine roccioso della banditaccia.
Fu qui rinvenuto uno stupendo serbatoio di costruzione etrusca, ancora ben conservato, con breve iscrizione e munito di notevoli opere idrauliche.
Nel medesimo mettevano capo 2 cuniculi, scavati con arte mirabile nel sasso, i quali movendo, a quanto appare, da direzioni differenti, davano corso a 2 rigagnoli d’acqua, l’uno assai più copioso dell’altro.
La stessa acqua attinta dagli antichi etruschi, fu condotta nel 1881 in mezzo all’abitato di Cerveteri, e ne furono inaugurate le
fontane l’8 maggio del 1882: a memoria di un tal fatto veramente solenne, perché fu l’opera più benefica e salutare del luogo, venne eretta nell’atrio del palazzo municipale una lapide in marmo con l’iscrizione “ Il municipio ceretano, ritrovate le antiche acque e gli acquedotti dell’etrusca Caere, fece la fontana”.
Dall’argine roccioso, come appariva, scendevano gli antichi ad attinger l’acqua per mezzo di gradini praticati nel masso naturale e contornati da una costruzione murale.
Vari cuniculi di varia grandezza, dove potevano camminare in piedi anche più persone, e dei quali ancora si scorge qualche avanzo, mettevano dalla città nelle sorgenti stesse. E ciò era fatto per discendere occultamente e inosservati a fornirsi d’acqua, in caso d’assedio della città, come per far uscire contro gli assediati.
Fonte: F.Rosati, Cere e i suoi monumenti


 
 
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