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Chiesa Santa Maria Maggiore

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CHIESA SANTA MARIA MAGGIORE

Nel primo Liber Censuum della chiesa romana, fatto compilare da Onorio III ( 1216-1227), si apprende che il dominio di S.Maria Maggiore sul territorio cerense era vigente già nel 1192.

Nel 1492 la chiesa fu restaurata in più punti e più tardi furono apportate modifiche alle strutture, che tuttavia non riuscirono a dare ulteriori certezze alle sue origini.

La mancanza di documenti ( l'archivio ecclesiastico è andato perduto) non ci permette di indagare per conoscere la fondazione e i primissimi anni di vita della chiesa. Ad un primo esame sembrerebbe un luogo di culto pagano che venne trasformato nel III sec. da quei fedeli cristiani di Cerveteri tra i quali si registrano i Santi Massimo e Seconda martiri.

Sino al 1029 Cerveteri fu sede vescovile, ma si conoscono soltanto i nomi di 8 vescovi tra quelli che l'hanno presieduta.

Si ha conoscenza di un restauro che solidificò le mura di Santa Maria Maggiore nel 1880 ma, anche allora, nessuno sospettò che la chiesa dovesse essere antecedente all'epoca suggerita dai documenti provenienti dall'archivio di casa Orsini dai quali risultano, tra l'altro, le distruzioni degli edifici di Cerveteri avvenute nel 1478 per la rivolta a Sisto IV delle baronie romane e successivamente dovute alle guerre di predominio franco-spagnole. Si ha quindi ragione di credere che alcuni rifacimenti della chiesa debbano esser messi in relazione con questi eventi storici.

Sigismondo dei conti di Foligno, nel lib. 14 cap. 12 della sua opera, narra la guerra del 1503 tra papa Alessandro VI e gli Orsini. I castelli di Ceri e Cerveteri furono assediati dalle milizie papaline al comando di cesare Borgia, il Valentino. Lo storico ricorda che nei 38 giorni di assedio furono scagliate contro le mura e sui tetti di "Cervetere" 6.000 palle di bronzo. Si può quindi sostenere che fu proprio nel riparare i danni provocati dalle battaglie che si volle impreziosire ancor più la chiesa.
E' di quest'epoca infatti " La madonna colbambino" , affresco di pittore anonimo del XV secolo, con influenze di Antoniazzo Romano, della scuola del Pinturicchio, che abbelliva la cappella a sinistra dell'abside. Ad ignoti pittori della stessa epoca appartiene "La pietà" proveniente dalla chiesa ora demolita di San Martino, che era sita in piazza Risorgimento ed insieme all'altare del S.S.Sacramento arricchiscono ora la cappella a destra dellìabside.

La chiesa aveva un tetto per ogni navata con quello centrale più alto a doppio spiovente. Sulla facciata vi sono i segni evidenti degli attacchi delle 2 navate laterali ( più recenti) e le tracce oblique delle alzate dei tetti sino a raggiungere l'attuale forma, di copertura unica, a doppia inclinazione, modifica che rende inutile le presenze delle finestre a feritoia aperte sui muri che si alzano dai colonnati. La chiesa doveva avere in origine un avancorpo, a giudicare dal muro che sopravanza la facciata ora ritagliato.

All'interno un pavimento comatesco opera dei marmorai toscani artefici della nota fioritura artistica nel campo dell'architettura decorativa (inizi XII-XIV sec.), è posto a 60 cm. sotto il vecchio piano di calpestio ed ormai distrutto dagli scavi di fosse aperte per accogliere le sepolture. E' solo grazie ai restauri del 1951 che si è salvata la composizione figurativa e cromatica dei mosaici, distaccandone alcune parti ora ricomposte in pannelli esposti presso il battistero.

Questi ultimi lavori eseguiti dalla soprintendenza ai monumenti, con metodo e maestria, hanno riportato in luce la linea originaria del monumento eliminando controsoffittature, camere a canna e quant'altro di posticcio era stato aggiunto nel tempo. Furono riportate a vista le colonne che con la loro diversità di forma e di epoca ( medio e tardo impero) creano quello stile composito che ne caratterizza l'architettura.

Un altro gioiello degno di considerazione è il campanile che si eleva tra la chiesa e palazzo Ruspoli: un unicum di stile romanico avvalorato dalle finestre bifore, aperte sui lati, costruito con mattoni che formano gli addentellati alle cornici delimitanti i vari piani. La cella campanaria e il transetto furono costruite insieme al palazzo Ruspoli nel 1760. Quest'ultimo è sostenuto da una volta a crociera, che si afianca ai resti di un apiù antica a botte.

Ultimamente, sulla fiancata destra della vecchia chiesa è stato aperto un arco che la collega al nuovo corpo aggiunto; anch'esso è realizzato in 3 navate divise da pilastri di stile moderno. Durante i lavori ( e ancor più recentemente, nel 1995) sono state scoperte delle cisterne antiche che vanno ad allinearsi al corpo trapezio della struttura della quale fanno parte. E' sui resti di queste preziose antichità che si erge da sempre la chiesa di Santa Maria Maggiore.

Poichè non esistono altre certezze, in attesa di ricerche chiarificatrici limitiamoci ad osservare il monumento cogliendone i segni di un passato  ultramillenario, tenendo ben presente il contesto storico in cui va ad inserirsi. Non v'è dubbio che Santa Maria Maggiore sia una delle chiese più antiche di Cerveteri. Essa nasce agli albori del cristianesimo sui ruderi dell'antica Caere, la città dei templi considerata un sacrario in etruria e conosciuta in tutto il mondo per i tanti riti divinatori e sacrifici che professava con tanto sfarzo da far coniare per questa ragione la parola " cerimonia". Un fatto questo che non poteva essere ignorato a quanti si apprestavano ad abbracciare il cristianesimo e a diffonderlo sul suolo italico. proprio perchè è sita nel cuore dell'antica Caere, va considerata un caposaldo cristiano posto sulle macerie più significative della religiosità pagana e, in qualsiasi momento questo avvenne, rappresentò pur sempre un fatto storico e simbolico di non poco conto.

Fonte: B.Zapicchi

 
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