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Chiesa S. Antonio

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Situata nel centro storico lungo la via dei Bastioni, è stata eretta intorno al secolo XI, a pianta longitudinale rettangolare e divisa in 3 navate, mantenendo originaria solo la struttura architettonica e sporadiche decorazioni di chiara impronta romanica. Lo accertano la copertura a capanna, l'imponenza dell'ambiente e le decorazioni in stile cosmotesco.

Intorno al 1430 vennero eseguiti  da Lorenzo da Viterbo, uno dei principali artisti del primo rinascimento, gli affreschi che ricoprono il catino absidale e le navate laterali.

La statua del Santo, particolarmente venerato nella città, venne realizzata intorno alla fine del XIX secolo da un artista locale.

A tutt'oggi la chiesa è sede della confratenita del SS. Sacramento.

Si tratta di una piccola chiesa sorta in prossimità della cinta muraria. Eretta presumibilmente nel secolo XI, questa doveva far parte di un monastero più ampio di cui oggi purtroppo non rimangono molte tracce ma che doveva estendersi almeno fino all'attuale via dell'Arco Scuro.

L'edificio, nel corso dei secoli è stato interessato da molteplici rimaneggiamenti facilmente riconoscibili, sia da un punto di vista architettonico/strutturale che decorativo.

L'accesso principale alla chiesa è consentito grazie a una rampa di scale che si conclude su di un piccolo terrazzo antistante la faciata; quest'ultima è caratterizzata da una copertura a capanna con un campanile a vela sulla sua sommità.

Il suo interno, a 3 navate, è scandito da pilastri quadrangolari su cui poggiano gli archi delle pareti della navata centrale. Le navatelle laterali presentano una copertura a botte, mentre quella centrale, dopo l'ultimo intervento di restauro, risulta avere la tipica copertura a capriate.

Le pitture murali presenti all'interno, non sono riferibili ad un'unica campagna decorativa; infatti sono il risultato di epoche ed esperienze diverse. Di fronte a questo palinsesto di immagini confuse e sovrapposte è difficile stabilire l'esatta cronologia.

Tra i più antichi e particolarmente degni di nota, sono gli affreschi databili XIV secolo, situati alla sinistra dell'abside che rappresentano scene neotestamentarie.

In particolare: Ecce Homo, la Flaggellazione, la Crocifissione e forse la Deposizione. Quest'ultima visibile solo in parte perché coperta da un'immagine molto più moderna raffigurante S.Antonio.

Rivolgendo lo sguardo alla controfacciata, ai lati della porta di ingresso, è interessante notare una serie di pitture indipendenti, probabilmente degli ex voto, raffiguranti santi abbigliati alla maniera dei Padri Agostiniani, con l'abito bianco e nero, ( non a caso, per lungo tempo la chiesa fu sotto la custodia di questo ordine).

Da notare inoltre, una splendida e imponente Madonna della Misericordia che protegge sotto la sua veste il popolo dei fedeli, disponendo le donne, sulla sinistra e gli uomini sulla destra, come per riflettere e ribadire l'esigenza liturgica di quei tempi, quando non era concesso sedere gli uni accanto aglle altre.

Altri due santi di pregevole fattura, l'uno vescovo e l'altro martire, caratterizzati dalla mitra e dalla croce, sono stati realizzati sulla faccia del primo pilastro di destra entrando nella chiesa.

Sempre sulla controfacciata, in corrispondenza della navatella di sinistra si trova l'affresco meno anonimo della chiesa. Rappresentante una Vergine in trono con Bambino tra due Santi, è stato attribuito al pittore rinascimentale Lorenzo da Viterbo da F.Zeri e A.Pinelli e datato 1472.

Nel XVII secolo la chiesa  è dedicata al S.salvatore, culto molto sviluppato in tutto il Lazio in questo periodo. Testimonianza concreta ne è l'affresco del catino absidale dove campeggia la figura del Cristo Benedicente contenuto tra le schiere degli angeli e cherubini. Sole e Luna, come Alfa e Omega, quindi Vita e Morte, tema cardine della tradizione cristiana, fanno da sfondo a questa solenne rappresentazione che invita alla meditazione sulla fragilità umana.

Nel 1736 la chiesa compare sotto il nome di S.Antonio Abate, al quale era già stato dedicato un altare; a questo periodo si può far risalire la realizzazione della statua lignea del Santo collocata attualmente sopra l'altare maggiore; il Santo è raffigurato con i suoi attributi tipici, il fuoco, il tau, la campanella e il maiale. Con espressione austera e in tono grave sembra voler ammonire tutti gli istanti. Alla sua base si trova inoltre un'interessante stemma con aquila e monogramma.

La presenza di questa chiesa, ha fortemente condizionato l'affermarsi del culto del santo nel nostro territorio.

Essendo Cerveteri un paese a prevalente sviluppo agricolo, è stato favorito il radicarsi di tradizioni direttamenbte collegate alla storia del santo e alla vita contadina.

Il 17 gennaio di ogni anno, giorno dedicato a S.Antonio, in questa chiesa si assiste alla tradizionale Benedizione degli animali e si decreta l'inizio del carnevale, con giochi vino e panini. Il centro del paese è preso d'assalto dalle ridestate maschere dei bambini che felici si aggirano tra animali in sfilata in un contesto non proprio abituale. Oggi non sono più solo gli animali, come da tradizione, a ricevere la benedizione ma accodati a questi troviamo mezzia gricoli, auto e scooter, segni dei tempi che passano.

 

 

LA LEGGENDA DEL PORCELLINO.

Una scrofa trascinò un porcellino zoppo e malato che aveva appena partorito. Lo depose dinanzi ai piedi del santo con lamenti e grugniti quasi a chiedere, come poteva, aiuto e guarigione.

Mentre i presenti si meravigliavano di quanto stava accadendo, S.Antonio immediatamente operò la guarigione dell'animale malato tracciando un segno di croce.

Per tale miracolo il Santo fu da tutti riconosciuto e fu accompagnato presso il re gravemente ammalato al quale, con l'aiuto di Dio, restituì la salute convertendo poi lui e la cità al culto del vero Dio.

Perciò gli abitanti di quella regione vollero rappresentare per immagine il ricordo del prodigio di quel Santo eremita e aggiunsero ai piedi di lui un maiale.

 

 

 

 

 

 

Situated in the city centre along Via dei Bastioni, it had been erected during the XI century and it has a rectangular longitudinal plan divided into a nave and two side aisles; as regards the original architectural structure, it keeps only sporadic ornaments of Romanesque art: we can note the hut-shaped roof, the stateliness of the interior and the Cosmatesque style ornaments.About 1430 Lorenzo da Viterbo – one of the main artists of the Renaissance – frescoed the basin aspe and the side aisles. The statue of the Saint, very worshipped among the inhabitants, had been created during the end of the XIX century by a local artist. Nowdays the church is the seat of the Confraternity of the Blessed Sacrament.

 

 
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