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Il Patrono San Michele Arcangelo

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Già nell'anno 1029 si svolgevano da tempo dei festeggiamenti e forse anche processioni in onore dell'Arcangelo Michele eretto a patrono della città da Papa Leone IV ( 847-855) che concesse ai cittadini di Cerveteri di godere del privilegio della protezione del capo della Milizia Celeste, avendoli questo salvati miracolosamente dai Saraceni. Presumibilmente l'episodio del salvataggio è da riferirsi alla massiccia incursione del 842, quando i Saraceni partendo contemporaneamente da Ostia e da Civitavecchia, che avevano già distrutta nel 813, mossero su Roma dove devastarono S.Pietro e S.Paolo.

Si racconta che i Saraceni, il giorno 8 maggio ell'anno 842 attratti dall'abitato di Cerveteri, tentarono un'incursione, ma fatti pochi metri sulla terra ferma, furono gradualmente avvolti in una nebbia fittissima. Avanzarono comunque lasciandosi guidare dal suono della campana che suonando a distesa avvisava i cittadini dell'immane pericolo e l'invitava a rientrare all'interno delle mura. Ad un certo punto, nonostante il campanaro continuasse nel suo esercizio, le campane si fermarono improvvisamente, lasciando sbigottito il campanaro stesso ed anche i Saraceni che, perduto quell'unico senso di orientamento, desistettero dall'intento e tornarono alle loro navi.

Non vi furono dubbi sulle cause del blocco delle campane: il massimo difensore della fede aveva vietato agli infedeli di profanare e distruggere un luogo a lui caro. Da quel lontano 8 maggio, Cerveteri acclamerà San Michele Arcangelo suo protettore, Leone IV lo approverà e i cerveteraniavranno il loro patrono della città. Questo diritto verrà confermato nel 896-897 al Papa Stefano IV e successivamente si riconfermerà con una bolla del Papa Clemente III nel 1189.

Alcuni anziani di Cerveteri, per tradizione tramandata oralmente dai nostri avi, raccontano che l'Arcangelo, sotto forma di un gran guerriero a cavallo, con la visiera calata e con il brando snudato, quasi in atto di respingere il nemico, fosse comparso ad una nobil donna, mentre si recava a pregare nel tempio, rassicurandola da ogni timore. Altri raccontano che era ancora possibile vedere l'impronta lasciata sulla campana dalla mano del Santo. Una leggenda che nessuno mai potrà verificare, poiché è scomparsa anche la campana sostituita da una più recente. Uguale sorte è toccata all'immagine in ferro del S.Michele che fungeva da banderuola sul campanile della chiesa a lui dedicata.

 

The Patron Saint Archangel Michael In 1029 there were several celebrations and – maybe – religious processions in the Archangel Michael’s honour, proclaimed the Patron Saint of the town of Cerveteri by Pope Leo IV (847-855), who enabled the inhabitants to being protected by the head of the Heavenly Host, as Michael rescued the inhabitants from Saracen army. Probably it refers to the year 842, when Saracens from Ostia and Civitavecchia (destroyed by the Saracens in 813) marched simultaneously to Rome, where they devastated Saint Peter and Saint Paul.On May 8th 842, as to the legend, Saracens made a raid in Cerveteri, but they were shrouded in a thick fog. They continued to march guided by the tolling of a bell: actually the bells were in full peal in order to warn the inhabitants of the danger and invited them to return home. Unexpectedly the bells interrupted the tolling, then Saracens decided not to venture anymore and to go back to their boats.There were no doubts about the tolling stop: the maximum defender of the Faith had prevented infidels from profaning and destroying that place dear to him. Since that day Saint Archangel Michael is the patron of Cerveteri: the proclamation of the patron saint was confirmed in 896-897 by Pope Stephen IV and afterwards it had been reconfirmed with a bull by Pope Clementius III in 1189.Several old inhabitants of Cerveteri – by a tradition handed on from father to son – tell that the archangel, with the appearance of a warrior on horseback (with the visor down over his eyes  and the drawn sword as to avoid the enemy) appeared to  woman walking towards the temple by assuring her from every fear.

Some other inhabitants tell that it was possible to see the Saint’s hand print on the bell: this legend cannot be verified because the bell was substituted by a more recent one; in the same way we cannot see the iron image of Saint Michael that was the pennant on the bell tower.

 
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