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Porte e Strade Etrusche

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Si rileva che la città, perle sue comunicazioni, avesse 6 accessi o porte principali, senza contare i minori.

La prima porta era situata a settentrione, e cioè, nella parte superiore dei Vignali, da cui s'entra precisamente nella località ora distinta col nome di Bufolareccia. Qui appunto si scorge l'apertura antica di una porta, praticata fra una massa rocciosa. Questa doveva esser certamente la maggiore e più frequentata, perché metteva sulla strada anche principale, che portava a Pirgi, dove la città aveva il suo porto ed emporio commerciale. La strada suddetta, di cui ancora si conosce qualche traccia, passava in mezzo alla necropoli: scendeva giù per la contrada etta cornacchiola, e prendendo la valle sottostante verso Montetosto, si dirigeva su quel porto.

La seconda porta era situata a nord-est, e presso la cava detta della pozzolana, dove gli abitanti del novello paese, per un antico diritto, vanno a cavar l'arena.Questa è chiamata comunemente porta coperta, e così la trovo sempre indicata nei lbri più antichi del municipio ceretano: della medesima ancora si conosce qualche avanzo in alcuni massi che sono rimasti. Una strada da questa parte si diramava verso il bosco sacro di abeti, dedicato a Silvano, ed un'altra passando fra i monti, dove ancora si conoscono alcune antiche lastre silicee, doveva forse incontrarsi con la via Claudia nella direzione di Manziana. Da questa parte specialmente la città dovette aver comunicazione con l'antica Tarquinia e con i famosi bagni ceriti.

La terza era situata ad oriente, e nella contrada di valle Zuccara. Questa metteva principalmente sulla strada, dove ancora si vedono delle lastre antiche: scendeva giù per la valle della Mola, e attraversando il fiumicello Vaccino per risalire all'altra costiera, si dirigeva verso il monte Abetone, dove era il bosco dedicato a Silvano. La medesima aveva comunicazione con quel tratto della via Claudia che diramava da Roma al miglio 16, alla volta di Caere, e della quale, lungo la strada che va a Bracciano, ancora si conoscono in qua e là le antiche traccie. Da questa parte, specialmente nei tempi più antichi, la città doveva aver comunicazione con Vejo, altra città potente dell'etruria.

La quarta era situata ad occidente, e in quel pendio della parte inferiore dei vignali, dove si scende nell'estremità della valle del Manganello. Dava esito ad una strada che doveva congiungersi con la via Aurelia alla sponda destra del Vaccino, e doveva aver più comunicazioni da questa parte del litorale.

La quinta era situata a mezzogiorno, e nella località detta S.Antonio, la quale dava uscita ad una strada , che scendendo alla estremità inferiore della valle della mola e passando il fiumicello Vaccino, portava all'antico Alsio: doveva incontrarsi nella contrada detta S.Paolo con quel ramo stesso della via Claudia, che era diretto verso Caere, e che si collegava con la strada Aurelia circa il miglio 26 da Roma, presso la località denominata Vaccino. Questa aveva anche una diramazione verso la località detta statua fra Palidoro e Palo, dove si crede che fosse il sepolcro di Virginio Rufo che ricusò l'impero romano offertogli dai soldati. Della medesima ancor si conoscono, specialmente presso S.Antonio, molte traccie nelle lastre di silice; e v'è chi ricorda di esservi stata rinvenuta qualche pietra migliaria ed iscrizioni.

La sesta io credo che fosse presso il moderno Cerveteri, e in direzione del convento di S.Angelo: da questa strada doveva sboccare direttamente sull'Aurelia, e prolungarsi fino al mare, in direzione dell'attuale Torre Flavia. In questa parte, ossia nella zona meridionale e più vicina al mare, dovevano esservi vari accessi, siccome rilevasi dalle antiche traccie di molte strade che dall'interno della città si prolungavano verso il mare; il che apparisce specialmente nelle località denominate  S.Angelo, Teatina  e Vigna di sotto. Anche presso il moderno paese di Cerveteri ci sono traccie con qualche quadro siliceo di una strada antica, diretta verso il mare dall'interno della città: anzi io credo che le strade esistenti siano state rifatte sulle antiche traccie, e qualche lastra silicea, che vi era sparsa in qua e in là, ne porge non dubbio segno.

Così la città avrebbe avuto per lo meno, e per quanto tuttora appare, 9 accessi fra maggiori e minori, con molte strade di comunicazione: ciò che ne rileva la grandezza, la potenza e il commercio.

Ovviamente una strada di circonvallazione girava intorno alla città, e ciò si ravvisa specialmente nella parte di porta coperta e della via Pirgi, presso la bufolareccia. Né mancava qualche strada sotterranea di comunicazione, in caso che la città venisse stretta d'assedio.

Circa le strade interne della città, benchè ne appaiono in qua e in là varie traccie, specialmente nella parte meridionale, e di quelle che comunicavano direttamente ad difuori, ciò tuttavia sarebbe impossibile di poterne determinare la disposizione; tanto più che non venne mai fatto uno scavo regolare sul luogo, e con lo scopo di conservare qualche vetusta memoria della città; ma solo per avidità di guadagno: anzi di quelle stesse lastre si fece uso per selciare nuove piazze e nuove vie, ed anche da avidi appaltatori per la manutenzione e l'inghiaiamento di strade esterne. Come ben disse un'autore, avviene sovente di veder scomparso nell'autunno ciò che ancora restava nella primavera.

Fonte: F.Rosati, Cere e i suoi monumenti

 
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