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Storia Medievale

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Storia Medievale
Storia Medievale Pag. 2
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Con la caduta dell'impero romano d'occidente, Cerveteri subisce saccheggi e devastazioni d'ogni genere, quali conseguenze delle numerose invasioni dei Goti, dei Longobardi ed infine dei Germanici. La vicinanza da Roma e la sua posizione strategica sulla via aurelia, una delle strae più importanti che dal nord portano alla sede dei papi, sono conseguenze inevitabili per legarla strettamente, durante tutto il periodo medioevale, alla storia travagliata di quella città. Si ha notizia che nel 767 quando Carlo Magno per la prima volta venne a Roma, chiamato da Adriano I, pose i suoi accampamenti a pochi km da Cerveteri, nella località Posta Nova, oggi Osteria Nova. Il fatto deve aver suscitato una certa emozione, sia per l'imponenza delle truppe carolinge, sia per il fasto delle delegazioni che da Roma si mossero per accogliere solennemente il futuro Imperatore del Sacro Romano Impero.

carlo magno

Nel IX e X sec. i Saraceni minacciavano le coste ceretane, predando e distruggendo ovunque; ma il periodo più brutto fu quando questi nell'813 attaccarono di sorpresa Civitavecchia, che poi distrussero e nell'842 quando da Ostia e da Civitavecchia mossero su Roma dove devastarono S.Pietro e S.Paolo.

 

La famiglia dei Latrones, che erano investiti allora del feudo di Cerveteri, portavano un brutto nome originale, perchè appartenevano a quei primi e violenti invasori del territorio della via aurelia, come la famiglia dei Normanni, i conti di Galeria e quelli di Anguillara, che erano tutti senza cognome famigliare, perchè cavalieri di ventura. Successivamente, per mezzo di investiture, di censi e di parentele contratte con famiglie di puro sangue romano, divennero i baroni della campagna romana. Sembra che i Latrones fossero imparentati con la famiglia Corso, la stessa cui Leone IV nell'852 aveva affidato in feudo Porto, per proteggerla dai Saraceni. Non è improbabile che per lo stesso motivo essi ottennero Cerveteri. Alla fine del secolo, i Latrones, oppressi da forti passività patrimoniali, finirono in miseria e solo dopo il 1100 riappaiono, in posizione di privilegio, nella vita politica di Roma.

 

Alla fine del X sec., in seguito alla insurrezione del partito romano anti-tedesco, capitanato da Giovanni Crescenzio, Gregorio V fu costretto a fuggire da Roma.Mentre Giovanni Crescenzio istituiva nell'Urbe la sua signoria, assumendo il titolo di Patricius, ossia console dei romani, lo zio Benedetto Conte della Sabina, occupava l'abbazia di Farfa, ed i suoi figli, Giovanni e Crescenzio, il castello di Cerveteri. Nel 998 Gregorio V, accompagnato dall'imperatore Ottone III e dal suo esercito, tornò a Roma e dopo aver espugnato castel S.Angelo, dove si era barricato Giovanni Crescenzio, pretese da Benedetto la restituzione di Cerveteri. Il conte, rcatosi a Roma, restituì formalmente al pontefice quello che aveva precedentemente occupato, ma immediatamente dopo corse a Cerveteri per organizzare la difesa. Nel frattempo uno ei suoi figli, Crescenzio, a sua insaputa, si era recato a Roma per intercedere presso l'imperatore, e ate le circostanze, era stato arrestato. Ottone III conducendo con sè il prigioniero, mosse alla volta di Cerveteri accompagnato dal papa e dall'abate di Farfa. Assediata la città, l'imperatore intimò a Benedetto di arrendersi, pena l'impiccagione del figlio. In un primo tempo il conte stentò a crederci, ma, quando dagli spalti del castello vide il figlio che veniva condotto al patibolo, allora si arrese.

 

Rientrato così Cerveteri nei possedimenti pontifici, faceva parte della tuscia romana, uno dei distretti del patrimonio di S.Pietro. Dopo la costituzione del comune libero romano nel 1144, Cerveteri dipendeva amministrativamente direttamente da quel comune o repubblica, come era solito identificarsi, ed era amministrata da un capitano, investito dal papa, ma liberamente eletto dall'amministrazione capitolina. Nell'anno 1192 risulta ufficialmente che il territorio cerite pagava il censo all chiesa romana, dipendeva direttamente dalla S.Sede, ed apparteneva all diocesi di Porto. ( liber censum della chiesa romana a cura di Onorio III).

gregorio V

Precedentemente Cerveteri era stata sede vescovile; non sappiamo quando essa venne istituita, ma è accertato che nell'anno 499 era vescovo di Cerveteri Adeodato che successivamente fu innalzato alla gloria degli altari. La sua presenza è annotata e quindi comprovata negli atti inerenti al concilio indetto appunto nel 499 da papa Simmaco. Altrettanto comprovata è la presenza del vescovo di Cerveteri al sinodo indetto a S.Pietro nel 693 in cui si sancì la deposizione di Giovanni XII. La curia vescovile di Cerveteri si conservò fino all'anno 1029 e ad essa presiedettero 8 vescovi noti, di cui l'ultimo fu Benedetto. Per esigenze di carattere agricolo ed anche per l'estendersi nel territorio cerite della malaria, nel 1227 fu costruita a breve distanza Cere-Nova ( Ceri). Essa nel 1236 era già costituita in quanto abbiamo menzione certa del suo abitato e della sua chiesa, secondo quanto riportato in una bolla di Gregorio IX. Del resto non dobbiamo dimenticare che già dell'VIII sec. i papi, preoccupati per la crescente popolazione di Roma e per le carestie, cercarono in tutti i modi di incentivare la costruzione di nuovi centri agricoli sfruttando soprattutto quei "pagus" etruschi da tempo abbandonati.



 
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