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Lo Sfogo di un Appassionato

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Dovrete perdonare i toni duri di questo editoriale, ma ancora una volta non posso trattenere la rabbia su come è gestita l’informazione al cittadino!

Ho dedicato una seppur giovane vita alla ricerca delle verità del passato, confidando che l’attuale epoca fosse “matura” per comprenderle, non ripetendo gli errori indotti da una cecità indotta di medievale memoria.

Mi rendo invece conto che poco o nulla è cambiato: oggi non si inventano alternative verità storiche, semplicemente si dirotta l’utente verso terapie mediatiche rincoglionenti atte a distogliere l’attenzione dagli aspetti salienti relativi a tutto ciò che viviamo.

Tempo fa sostenni come l’avvento di Internet avesse in qualche modo creato una falla nell’ermetico ed endemico filtraggio delle informazioni, cosa che per un periodo di tempo si è rivelata oggettivamente veritiera: oggi, è stato trovato “finalmente” il modo di aggirare l’ostacolo.

Nel campo dei misteri, è in atto una campagna tesa a ridicolizzare tesi ed ipotesi che potevano ambire ad una consistenza scientifica, come le vicende legate al 2012 che da interessanti congetture da studiare ed analizzare, si stanno trasformando nel business del secolo.

La scienza ha certamente tutti gli strumenti e la conoscenza per smentire con prove scritte, documentate e… comprensibili, l’insussistenza del catastrofismo relativo al 2012, eppure, solo pochissimi scienziati tentano di smontare le teorie “di confine”, talvolta anche con spiegazioni poco convincenti.

Non solo, l’ente spaziale statunitense, NASA, rincara la dose, vedendosi costretto ad ammettere che qualcosa dal punto di vista solare e magnetico è davvero ipotizzabile per il “mitologico” anno 2012.

Ora, un essere umano con una minima base cognitiva, può lecitamente sospettare che non esistano solide argomentazioni scientifiche a contrastare le urban legends sull’epocale cambiamento?

Non è forse ciò che accade anche nel campo dell’ufologia?

Ma la strategia della disinformazione, affonda i propri tentacoli negli avvenimenti reali e concreti di ogni giorno.

A questo merito, apprezzo molto il lavoro di quei pochi giornalisti sul web che, con i soli propri mezzi, tentano di dissipare la nebbia nell’informazione ma -secondo il mio modestissimo parere- l’errore in cui spesso forse cadono è la connotazione velatamente politica di tali battaglie.

Dobbiamo comprendere, una volta per tutte, che la disinformazione non è di destra o di sinistra: è un fenomeno globale! Un grande disegno che si trova sospeso in un piano neutrale, pronto ad essere utilizzato dalla compagine che in quel determinato momento storico si trova al potere. Esiste un protocollo ben preciso, calcolato sulla base del più basilare “problem solving”, e sviluppato monitorando e correggendo di volta in volta la legge naturale definita come “azione/reazione” o “causa/effetto”.

Chi frequenta questo sito (o le community che lo affiancano), sono certo abbiano occhi per notare i risultati di quest’opera certosina. In Asia, intere popolazioni sono state devastate de terremoti, maremoti ed uragani, ma i nostri tg ottenevano il picco di ascolti durante i servizi legati alla vita sessuale del premier! Solo un evento drammatico come l’alluvione di Messina, ha riportato l’attenzione su questioni pratiche: peccato che anche questo, come il terremoto dell’Abruzzo trovino un riscontro anche sul piano politico… Questo è un “regno mediatico” ormai asservito al grande progetto di filtraggio, ripeto, a prescindere il colore che al momento ne tinge i contorni.



La caduta di stile del TG1 quando presentò i dati degli ascolti conquistati grazie ai servizi sul terremoto de L’Aquila, portò alla luce il vero “dio-regista” che traccia le linee guida dell’informazione: lo share. Un tempo, la legge della comunicazione prevedeva di assecondare i desideri dei cittadini, ma questo non sempre rispecchiava gli obiettivi di una politica globale. Quindi, si passò alla creazione a tavolino di quei desideri da inoculare alla gente, per poi assecondarli come è stato sempre fatto. La differenza? Noi crediamo di vedere soddisfatte le nostre esigenze ma in realtà (per una semplicissima regola transitiva), diveniamo strumento dell’altrui soddisfazione e promozione.

Oggi la massa conosce meglio i nomi dei partecipanti al Grande Fratello, piuttosto che quelli dei ministri al governo. Il programma di interscambio formativo universitario denominato “Erasmus”, sotto molti aspetti si è rivelato un imbarazzante fallimento, visto che i nostri studenti erano inseriti in facoltà estere dove la media della preparazione (soprattutto in termini di cultura generale) era decenni avanti alla nostra. Il QS Intelligence Unit ha recentemente pubblicato sul Times Higher Education una classifica mondiale sulla qualità delle università e dei rispettivi studenti: per trovare il primo ateneo italiano, occorre scendere al 174° posto (l’Alma Mater di Bologna)!! Anche ipotizzando una certa tendenza a valorizzare le università anglosassoni, il figurare dopo Corea e Taiwan è a dir poco inquietante.

Tutti questi sintomi denotano solamente un approccio superficiale e poco elastico alle innovazioni, ed alla fantasia (da sempre il miglior veicolo per ogni scoperta scientifica e archeologica) da parte della formazione italiana.

L’Italia, che per secoli ha fornito al mondo le migliori menti in ogni campo, sembra aver subito una “medievalizzazione” di massa. Il fatto –ad esempio- che l’unica facoltà di parapsicologia nel nostro Paese (denominata di “paranormologia”) appartenga alla Pontificia Università Lateranense, non ci solletica qualche domanda…?
I nostri giovani, il vero investimento per il futuro di ogni civiltà, sembrano immersi in un oblio di inconsapevolezza verso tutto ciò gli che accade attorno. Dai nostri pregi/difetti, è sparita la curiosità, quel sentimento che spinge a studiare, ad approfondire o, più semplicemente ad osservare.

Anche nel caso in cui il 2012 rappresenterà veramente solo un grande business, dovremmo maggiormente concentrarci sul vero disastro che attende le generazioni future: la perdita di ogni conoscenza, tradizione e cultura. Un mondo lobotomizzato dai media e da surrogati di istruzione, teso a privarci di quell’essenza che ci differenzia da un’intelligenza artificiale.

Angel Heart

www.ilportaledelmistero.net

 

 
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