IRASENNA

Vai ai contenuti

Menu principale:

Storia Recente

Non è stato posibile identificare quale fosse lo spirito patriottico dei cittadini di Cerveteri nel risorgimento, ma avendo avuto modo di conoscere la vita di un suo cittadino,Giacinto Bruzzesi, nato a cerveteri nel 1822, e dedicatosi sin dalla prima giovinezza agli ideali dell'indipendenza nazionale, non posso credere che egli non fosse l'espressione di un sentimento acquisito nell'ambito di quella società nella quale era nato. Del resto nella stessa famiglia Ruspoli, Bartomeo, Emanuele ed Alessandro Maria, abbracciando la causa ell'unità d'Italia, abbandonarono Roma per militare volontari nell'esercito piemontese.

La prima amministrazione "regia" subito dopo la breccia di Porta Pia fu guidata da Filippo Calabresi, nominato dal re, il quale rimase sindaco sino alla data della sua morte avvenuta il 27 luglio 1894. per il quinquennio 1873-1877 era esattore Piergentili Francesco; l'ammontare presunto delle entrate annuali ( 1871) era stimato in L. 46.200; tali entrate erano costituite quasi totalmente dalla sovraimposta fondiaria ( circa L. 30.000),

dall'imposta bestiame ( L. 10.500) oltre a circa L. 3.000 per i dazi sulle carni ( L. 407) sul vino e per i superalcolici ( L.2.600). Gli amministratori, disponendo delle suddette entrate ordinarie annuali, in 15 anni : selciarono piazza Risorgimento e le strade del centro storico, edificarono il Municipio e la fontana detta del Mascherone, sempre in piazza Risorgimento, portando per la prima volta dopo secoli l'acqua potabile all'interno del centro storico, acqua che sino ad allora, doveva essere attinta al fontanile della croce situato nei pressi dell'attuale ufficio postale.Ed i lavori continuano: nel 1888 vengono appaltati i lavori per la caserma dei carabinieri ( attuale sede del municipio) al prezzo base di L. 37.286; i lavori termineranno nel 1895 con un costo definitivo di L. 52.666 ( oltre il 40% in più). Intanto, un anno prima dell'inizio dei lavori per la costruzione della caserma, si era provveduto alla sistemazione di 10 fanali a braccio alimentati a petrolio nei punti "strategici" dell'abitato.

Nel 1896, dopo l'ultraventennale governo del paese da parte di Filippo Calabresi, sindaco per nomina regia, viene eletto sindaco ( legge 29 luglio 1896 n. 346 che rende elettiva la carica di sindaco anche nei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti) Cesare Piergentili; purtroppo il primo sindaco eletto dal popolo muore di polmonite il 29 luglio 1897 ad appena 41 anni. Sempre nel 1896 viene nominata una commissione di 4 membri per la divisione dei terreni ottenuti dal comune per l'affrancazione di alcuni " usi civici". Nel 1898 viene a Cerveteri l'ispettore governativo Calzone Angelo per controllare la gestione amministrativa su presunte irregolarità mentre è facente funzioni di sindaco Landi Vincenzo, il quale insieme a 2 altri assessori si dimette per la mancata approvazione del conto consuntivo da parte del consiglio comunale. Nel 1899 viene eletto sindaco Calabresi Pietro che si dimette subito dopo per motivi di famiglia; viene rieletto dal consiglio per ben 3 volte, ad ogni successiva rinuncia il consiglio deve desistere e sino all'anno dopo esercita le funzioni di sindaco Landi Virginio, sinchè (1900) viene eletto sindaco Belardinelli Vincenzo.
Purtroppo questo breve periodo iniziale di democrazia con la nomina diretta del sindaco, a cominciare dalla prematura morte del primo sindaco eletto direttamente dai cittadini, è piuttosto tormentato; infatti Francesco Rosati già segretario per 14 anni con Filippo Calabresi senza problemi, va "fuori sintonia" con i nuovi amministartori tanto che nel 1900, a seguito di un lungo e tormentato processo ( l'accusa era di peculato) intentatogli, non è chiaro se per invidia, come si è tramandato orlamente, o per fatti realmente accaduti, da un sindaco del suo tempo, è costretto a lasciare l'incarico.Il dubbio fu degli stessi giudici che lo assolsero. Non così gli amministartori comunali che tra destituizioni e riassunzioni ed appelli spesero un patrimonio. Riuscirono però a rimuovere il Rosati, che liquidarono a rate con qualche migliaio di lire.
Don Mariano Lazzari, come i suoi predecessori ( Don Alessandro Regolini e Don Ignazio Pasquetti), è compreso nella lista dei ricercatori e rivenditori di reperti provenienti dalle antiche sepolture degli etruschi. Don Giovanni Giulimondi ( dei padri agostiniani che officiavano nella chiesa di S.Michele) riuscì a recuperare da agenti della repubblica romana, che se li erano fatti consegnare nel periodo del governo mazziniano di Roma ( 1849), molti reperti che egli stesso e l'arciprete avevano rinvenuto nella "rinomata" vigna Zoccoli, nell'area dell'antica città di Agylla-Caere. In tale lista sono naturalmente compresi i feudatari del tempo, Alessandro e Giovanni Ruspoli insieme ai loro affittuari fratelli Boccanera di Tarquinia ed il principe Alessandro Torlonia. I Calabresi ricevettero 36.000 scudi romani dal papa per la vendita di statue rinvenute in un pozzo a vigna grande nel 1845. Arrivarono, inoltre, in tempi successivi, il marchese G.P. Campana e A.Castellani, venuti a Cerveteri con il preciso scopo di " scavar tombe". E' chiaro che tutte le persone nominate non erano use a maneggiare picconi e pale ed è quindi pacifico che qualche piccola cosa rimanesse nelle mani degli addetti ai lavori; è da questi pionieri che discendono gli attuali tombaroli i quali hanno ormai preso coscienza del valore venale dei reperti.
Nel 1900, dal maestro Giuseppe Costantini, viene organizzata la prima banda musicale di Cerveteri che rappresenta nella storia del paese, la formazione del primo gruppo associativo laico e che va ad affiancarsi alla confraternita del SS.Sacramento, espressione del vecchio mondo paesano prima della breccia di porta Pia. Nel 1905 le stanze del convento degli agostiniani attigue alla chiesa S.Michele vengono adibite ad "ospedale".
Nel 1910 il comune contrae un prestito di L.78.000 per la costruzione del primo edificio scolastico del paese in piazza Tarquini, oggi piazza A.Moro ( a causa della guerra fu terminato negli anni 1921-1922, comprendeva 3 piani: 5 aule al piano terra, 5 aule al primo piano, mentre all'ultimo piano c'erano gli appartamenti per gli insegnanti.Esso fu demolito nel 1971). Nel 1912 la popolazione risulta di 2003 unità. In 10 anni con le opere avviate o realizzate da Filippo calabresi comprendenti la prima fontana pubblica detta del Mascherone ed il lavatoio publico all'inizio della valle del Manganello, con la diga sul Vaccino detta "Lega dei Lombardi" la quale, attraverso un canale artificiale ( il canale "Egle") permise la bonifica di Cerenova, con la stazione dei carabinieri ed infine con la legge n. 440 del 1902 per la prevenzione della malaria, la popolazione era raddoppiata.
Nel 1915 il giovane sindaco Piergentili va in guerra, lo sostituirà fino al 1919 Donnini Alfredo detto Igino. 41 cervetrani morirono sui fronti di guerra tra il 1915  e il 1918, moltissimi altri ne falcidò la "spagnola". Nel 1919 la piazza che oggi si chiama A.Moro, allora piazza dei Tarquini era ancora in terra battuta, lì addossato al muro perimetrale delle torri c'era il mattatoio, e dove ogi c'è la scalinata d'accesso a piazza S.Maria c'era la bottega di "mastro Francesco" il carradore. Le uniche costruzioni per uso abitativo esistenti a " for de porta", vale a dire intorno a piazza dei Tarquini, erano costituite sul lato nord-est dai 2 edifici nei quali attualmente c'è la pizzeria, la frutteria e il bar, c'era la fila di casamenti che dall'edificio dove attualmente si trova la trattoria dei Cacciatori va fino all'inizio di via A.Diaz; alla legnara c'era la fila delle casette Calabresi ed al centro della piazza il costruendo edificio scolastico. La chiesa "de li frati" con l'annesso convento era già aperta campagna.
Con il ritorno dei reduci e la luce elettrica, pur conservandosi per forza d'inerzia la tempèrie psico-sociale anteguerra, ha inizio quella modificazione che solo nel 1945, con la nuova ondata di reduci ed il suffragio universale ( votano anche le donne), porterà il paese, pur se ancora molto lentamente, ad uscire al semianalfabetismo politico-sociale, facendolo anche passare definitivamente dall'acquacotta alla pastasciutta, dall'osteria al bar, dalla bicicletta all'automobile e così via. Caratteristiche di questa tèmperie psico-sociale sono le osterie dove si scontrano i berneschi locali con le loro " ottave" improvvisate attorniati da fans, o dove i frequentatori sono per la maggior parte cacciatori che raccontano episodi delle loro battute di caccia sulla falsariga d'un barone di Munchhausen alquanto volgarizzato, o in quelle un pò fuori mano all'esterno delle quali si può giocare a morra, passatella, ruzzica, totero, lippa o mazzafragola, bocce, carte con vari giochi, battimuro, buzzico, bottonella, catenella, a piastra, a sassetto, rubba bandiera, saltalamula, sentinella, scoppietto, ma il tempo libero era veramente poco.

Le tabelle dietetiche non esistevano ed il pasto principale era quello serale che coincideva con il ritorno dal lavoro e la cui pietanza fondamentale era rappresentata dalla minestra con le patate, le cicerchie o i "gioielli" ( fagioli). Per i grassi regnava sovrano il lardo e chi riusciva ad allevare il maiale in una delle "grotte" della valle del Manganello era un signore. L'olio d'oliva ottenuto dalle olive " riprodate" era usato con il contagocce. I lavoratori portavano con sè, in campagna, mezza pagnotta di pane ( circa 1 kg) all'interno della quale ( in una "tasca" scavata nella mollica) o tra le sue pacche ci poteva essere cicoria in padella o una fetta di ventresca ( il pane con ventresca schiacciata in mezzo era detta in dialetto "panonta") o un pezzo di "saraga".

Le prime elezioni amministrative postbelliche ( 1920), sulla scia di quanto avveniva a livello nazionale, portarono in comune una maggioranza di sinistra. Le realizzazioni più importanti di questa amministrazione sono la definitiva sistemazione, dal punto di vista amministrativo, della lotizzazione sulla quale sorgerà il nuovo quartiere S.Pietro e la continuazione dei lavori riguardanti il parco della Rimembranza. Nel 1922, a seguito della marcia su Roma, il consiglio cittadino sarà disciolto. Il prefetto nomina commissario prefettizio il seg. comunale Achille Compagnucci. C'erano da effettuare la rifinitura dell'edificio scolastico e da portare a termine la realizzzione del monumento ai caduti con attiguo parco della Rimembranza. terminati i lavori, nel 1924, in occasione della sua inaugurazione, venne invitato alla cerimonia il principe Umberto di Savoia. Accadde allora che il sindaco, dignitario della corte pontificia, non potendo ricevere uno scomunicato ( dalla breccia di porta Pia i Savoia erano scomunicati) telefonò da Londra, scusandosi per l'impossibilità di presenziare alla cerimonia; ma, nel pomeriggio dello stesso giorno, venne incontrato a Roma;

messo in minoranza in consiglio diserta le successive riunioni pur non presentando formalmente le dimissioni e promuove subito le procedure per il distacco della frazione di castel Giuliano ( suo feudo) dal comune di Cerveteri per aggregarla al comune di Bracciano.inaugurazione monumento ai caduti
Il nuovo quartiere di S.Pietro continuava il suo sviluppo coinvolgendo circa 40 persone tra manovali e muratori il cui salario non era più quello da acquacotta degli zappaterra. Negli anni 1928-1930 a queste 40 persone si aggiunsero altre 50 asunte dalla fornace dai laterizi; nel 1931 fu anche asfaltata la strada che conduce alla necropoli e durante i lavori, ai quali partecipavano diversi mantovani venuti appositamente, il duce venne in moto da Roma come un qualsiasi turista per rendersi conto dello stato di avanzamento dei lavori. Questi fatti determinarono un discreto sviluppo delle attività commerciali in un paese dove ancora molta gente andava in pizzicheria a comperare 6 soldi di conserva e facendola segnare sulla libretta; in piazza Risorgimento erano stati aperti 2 bar contigui, era stata aperta una pompa di benzina della Shell, naturalmente a mano con 2 ampolle cilindriche da 5 litri ciascuna. I fascisti più fedeli, ogni tanto, andavano a fare la guardia alla strada ferrata per il passaggio di treni con persone importanti. Questo servizio diurno e notturno veniva pagato. Alle finestre del municipio era fissata una grossa tromba di altoparlante e quando veniva trasmesso qualche discorso di Mussolini, sulla piazza antistante erano schierati balilla, avanguardisti e giovani fascisti. Nel 1935 apre anche il primo cinematografo di Cerveteri, dove durante il carnevale si davano serate danzanti. Nel 1936 risultano residenti a Cerveteri 2830 persone.scuole
Si imbocca così il lungo tunnel dal quale saremmo usciti, chi prima chi dopo, il 25 aprile 1945. Il 26 luglio 1943 2 anziani cerveterani spaccarono e tolsero dalla parete del municipio ov'era murata la lapide che ricordava le sanzioni e una lapide che ricordava Arnaldo Mussolini. Ma la caduta del fascismo non provocò scontri tra opposte fazioni. Al podestà Zavagli subentrò Pietro Alfani che tornava in comune dopo la breve esperienza del 1920-1922, e la breve parentesi tra il 25 luglio e l'arrivo dei tedeschi ( 12-13 settembre) fu subito concluso. I tedeschi insediarono il loro comando a palazzo Ruspoli ma un altro uficio con uficiali s'era insediato nell'edificio di Marini Gabriele all'inizio di via S.Maria. Installarono 2 cucine, una a piazza S.Maria in un garage situato dove ora c'è la casa del parroco e l'altra sotto il cosidetto mercato coperto di piazza dei Tarquini. Nel periodo iniziale della loro permanenza fecero qualche retata obbligando i malcapitati ad eseguire pulizie nei luoghi dove loro si sarebbero sistemati ( scuole elementari, palazzo Remedia, granarone) e i più giovani a scavare camminamenti o piccole trincee nelle quali infilarsi in caso di eventuali mitragliamenti da parte di aerei nemici. Al granarone si ebbe l'unico morto di tutto il periodo d'occupazione tedesca. Da quanto risulta da diverse testimonianze mentre un giovanisimo militare di guardia tedesco mostrava il funzionamento della propria arma ad alcuni giovani italiani che dormivano lì, partì accidentalmente un colpo che fu fatale per Evaristo Di Lucia.

Molti operai furono ingaggiati dalla Todt ( il genio civile tedesco) adibiti principalmente alla costruzione dei bunker lungo la costa o alla predisposizione per i cannoni. Funzionava da interprete dalla parte dei tedeschi un sergente di origine austriaca da tutti ricordato per la sua rudezza; dalla parte degli italiani l'interprete era una suora tedesca dell'ordine delle suore della Madonna del Carmelo facente parte del gruppetto di suore ospiti del convento attiguo alla chiesa di S.Michele.fornace
Gli americani arrivarono da Bracciano il 6 giugno 1944. I tedeschi lasciarono il paese senza produrre danni. Nessun americano si fermò a Cerveteri e 5 o 6 cervetrani furono accettati al loro seguito come uomini di fatica. Dopo la guerra i contadini e i boattieri cominciarono a occupare terre da semina appartenenti ai Ruspoli, i quali, al fine di evitare questo continuo e disordinato succedersi di invasioni, raggiunsero un accordo con le organizzazioni contadine ed il C.L.N. in base al quale s'impegnavano a concedere ai contadini di Cerveteri 450 ettari di terreni, tutti nei dintorni del paese, con contratto ventinovennale, rinnovabile a scadenza, di colonia miglioritaria, da suddividere in quote di un ettaro ciascuna. Con questo episodio possiamo considerare concluso il ciclo bellico. Il 31 marzo 1946 a Cerveteri ci sono le prime elezioni amministrative a suffragio universale.

Fonte: D.L. ( cronache cervetrane).



Torna ai contenuti | Torna al menu